Stefano Ferrari


Stefano Ferrari è nato a Rovereto il 9 maggio 1958. Si è laureato a pieni voti nel 1985 in storia dell’architettura presso lo IUAV di Venezia (relatore Manfredo Tafuri). Nel 1986 è stato nominato insegnate di ruolo di storia dell’arte negli istituti medi superiori, dopo essere risultato primo nella graduatoria di merito. Dal 1988 è professore di storia dell’arte presso il Liceo Classico Antonio Rosmini di Rovereto. Dal 1991 è socio ordinario dell’Accademia Roveretana degli Agiati. Dal 1994 al 2010 è stato Rettore della classe di Lettere ed Arti della stessa istituzione. Dopo aver ricoperto dal 2010 al 2018 la carica di Vice Presidente, a partire dal giugno 2018 è diventato Presidente della medesima Accademia.
All’attività di insegnante affianca anche quella di studioso, occupandosi in particolar modo dell’indagine del transfert italiano ed europeo dell’opera di Johann Joachim Winckelmann. Su questa tematica ha tenuto numerose relazioni e conferenze in Italia e all’estero, pubblicando svariati saggi in riviste e miscellanee italiane e straniere. Nel 2011 ha edito la monografia Il piacere di tradurre. François-Vincent Toussaint e la versione incompiuta dell’Histoire de l’art chez les anciens di Winckelmann. Nel 2017 ha curato il catalogo della mostra J. J. Winckelmann (1717-1768). Monumenti antichi inediti. Storia di un’opera illustrata / History of an Illustrated Work (Chiasso-Napoli); nello stesso anno ha preso parte al catalogo della mostra Winckelmann. Moderne Antike (Weimar) e al volume collettaneo Winckelmann-Handbuch. Leben - Werk - Wirkung (Stuttgart). Sempre nel 2017 ha organizzato il convegno internazionale La rete prosopografica di Johann Joachim Winckelmann: bilancio e prospettive.
Si interessa inoltre allo studio della figura e dell’opera di Fortunato Bartolomeo De Felice, uno dei maggiori rappresentanti del movimento protestante italiano e dell’enciclopedismo europeo. Su questo tema ha edito diversi saggi in Italia e all’estero. Nel 2008 è uscito il volume Il rifugiato e l’antiquario. Fortunato Bartolomeo De Felice e il transfert italo-elvetico di Winckelmann nel secondo Settecento. Per questa attività scientifica nel 2013 gli è stato conferito il Prix De Felice dalla Fondation De Felice di Yverdon. Fa parte del comitato scientifico della stessa fondazione elvetica ed è tuttora impegnato, assieme a Léonard Burnand e Clorinda Donato, nella realizzazione dell’edizione completa della corrispondenza attiva e passiva di De Felice. Nel 2016 ha curato la stampa degli atti del convegno internazionale Fortunato Bartolomeo De Felice. Un intellettuale cosmopolita nell’Europa dei Lumi.
Ha collaborato dal 2002 al 2005 con il gruppo di ricerca sui transferts culturels dell’École Normale Supérieure di Parigi, diretto da Michel Espagne (CNRS/UMR 8547). Ha svolto attività didattica in diverse università italiane (Venezia, Verona, Bolzano, Bologna, Napoli, Milano, Roma). Dal 1995 è socio ordinario della Società di Studi Trentini di Scienze Storiche di Trento. Dal 2012 è accademico corrispondente dell’Accademia dei Filopatridi di Savignano sul Rubicone. Infine dal 2014 è collaboratore del Centro Studi Amaduzziani presso la stessa Accademia romagnola.