La Venere moderna di Francesco Hayez: “una singolare e sentimentale vicenda” | Presentazione del libro di Roberto Pancheri

 

 

Gli ingredienti per il perfetto ménage a trois ci sono tutti: un pittore di grido, un’avvenente ballerina francese, un aristocratico di mezza età che l’adora. E sullo sfondo una sonnacchiosa città di provincia, italiana solo a metà, nota al mondo per essere stata la sede di un concilio. Davvero nulla di straordinario, se da queste premesse non fosse scaturito uno dei capolavori della pittura italiana dell’Ottocento: la Venere che scherza con due colombe di Francesco Hayez. Esposta nell’estate del 1830 all’Accademia di Brera, l’opera divise l’opinione pubblica e suscitò sulla stampa un mare di polemiche, avendo il pittore osato conferire alla dea della bellezza le sembianze imperfette di una donna reale. Giunta a destinazione a Trento, l’opera fu gelosamente custodita in casa del suo committente, il conte Girolamo Malfatti, e rimase inaccessibile al pubblico per quasi un secolo, fino alla sua casuale riscoperta e alla sua esposizione a Venezia nel 1923, che ne consentì la rivalutazione in sede critica.

Saluto di 
Stefano Ferrari - Presidente Accademia degli Agiati 
Mauto Bondi - Presidente Fondazione Caritro

Discutono con l’autore

Alessandra Tiddia
curatrice e conservatrice, Mart

Valerio Terraroli
professore ordinario di Storia della critica d’arte all’Università di Verona

Roberto Pancheri, storico dell’arte, è conservatore del Museo del Castello del Buonconsiglio

Patrocinatori

Fandazione Caritro Comune di Rovereto

Soci sostenitori

Dolomiti Energia Metal Sistem Distilleria Marzadro Comunità della Vallagarina Cassa Rurale AltoGarda Rovereto Amici di Calio