A COSA SERVONO GLI ANNIVERSARI!
1926-2026: ricorre quest’anno il centenario dell’aggregazione (per acclamazione!) di Benito Mussolini all’Accademia Roveretana degli Agiati, in qualità di socio onorario.
Si tratta di un fatto storico, in quanto tale non cancellabile. Pretendere il contrario, sarebbe come pretendere di cancellare il nome di Mussolini dall’elenco dei Presidenti del Consiglio dei Ministri del Regno d’Italia: inutile e inefficace. Mussolini quella carica la ricoprì – ahinoi! – e il suo nome continuerà per sempre a figurare accanto a quello di altri Presidenti del Consiglio, di ben diverso carattere: Camillo Cavour, Vittorio Emanuele Orlando, e perfino Alcide Degasperi, per citarne solo qualcuno.
D’altra parte, l’Accademia degli Agiati del 2026 è ben diversa da quella di cento anni fa, e non soltanto per il banale motivo che i soci del 1926 (Mussolini compreso), sono morti da un pezzo. Quella scelta (e quell’entusiasmo) non ci onorano oggi più di quanto fossero onorevoli allora, e potrebbe sembrare persino superfluo -anche se doveroso - ribadire che l’Accademia non vi si riconosce e se ne dissocia completamente.
Tuttavia, la memoria di quel fatto storico incancellabile serve, e va conservata e ripensata, per più di un motivo. Anzitutto, perché quella scelta, contraria allo spirito di un’Accademia nata nel segno della libertà di pensiero, deve essere rammentata per non essere ripetuta, in un modo o nell’altro. Poi perché la cancellazione della memoria, e perfino dell’esistenza degli irriducibili è essa stessa irrimediabilmente fascista, dato che fu proprio il fascismo ad attuarla, con le persecuzioni, le espulsioni, il confino, le leggi razziali, gli omicidi. Infine, perché la storia che portò l’Accademia a quella infausta aggregazione, e la storia che la seguì e che condusse i soci di allora, un po’ per volta, su posizioni critiche e persino antifasciste, è la storia della complessità dell’animo umano e della società, roveretana e italiana, e merita di essere conosciuta, se non altro per compiere quell’atto elementare, irrinunciabile e intrinsecamente antifascista di giustizia, che consiste nel dare a ciascuno il suo.
L’Accademia Roveretana degli Agiati si è impegnata in questa attività ormai da molti decenni, in conferenze, convegni e pubblicazioni che sono accessibili a tutti, per mezzo della stampa e mediante le moderne tecnologie digitali, e continua a occuparsene nello sforzo di studiare una storia che agli stessi Agiati piace meno che a chiunque altro, ma che impone il dovere di capire. Capire, ben inteso, senza mai giustificare, perché a ognuno incombe il dovere di custodire la propria coscienza, e anche il dovere di lasciare agli altri la custodia della loro.
Ecco a cosa servono gli anniversari!





